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Vendita benefica libri usati
La vendita di libri usati per finanziare le nostre iniziative è stata un successo.
Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato Gifrini, simpatizzanti e Confratelli OFS. Visto il successo pensiamo di ripeterla prossimamente, quindi se avete libri in buono stato da donare alla GiFra portateli in Santuario!!
Come si arriva in GiFra
Come ogni piacentino ho nel cuore il Santuario di Santa Maria di Campagna, anzi, come la si chiama comunemente la Madonnina di Campagna, con quel diminutivo che la rende più nostra, più vicina. Tutti noi siamo stai portati al “Ballo dei bambini”, dalla mamma o da un nonno e, cresciuti, ci abbiamo portano i nostri figli e i nostri nipoti. Il santuario sempre aperto, accanto all’ospedale, quante volte ha raccolto i nostri sfoghi, le nostre richieste di aiuto, anche da parte di chi in chiesa non era proprio di casa. La messa delle 18,30 alla domenica, quanta gente si raccoglie nella Basilica, facce diverse di ogni età e ogni quartiere, dopo un po’ li riconosci e li chiami quasi per nome: il Professore, il Politico, il Medico,…… E i frati sono sempre là, con il loro saio e il loro sguardo a seconda dei caratteri gioviale, burbero o ascetico ma sempre aperto alle persone e al mondo. A tutti è venuto il desiderio, almeno una volta di andare là, da quei frati a scambiare una parola o a chiedere un consiglio o una preghiera per un caso particolare ma il desiderio è rimasto tale, per quella sorta di pudore che abbiamo noi, nati all’ombra del Gotico. Io, non da solo è ovvio, quel pudore l’ho superato e quel sottile velo che mi separava dalla comunità dei Frati Minori si è aperto accogliendomi in una fraternità non solo di nome ma di vero sentimento. Ero lì in basilica preso dai miei, a dire il vero non proprio allegri, pensieri proprio nel giorno di S. Francesco e fui travolto dall’energia trascinante della Giovanna che con un sorriso dolcissimo ma altrettanto fermo mi disse: “Tu leggi il Salmo!” era proprio la spinta che mi ci voleva per avvicinarmi a un mondo che avevo visto sempre dal di qua della balaustra che delimita il presbiterio, accedevo all’altare e qualcosa in me cambiava. Dopo un paio di settimane ero ancora là e alla fine della messa Frà Secondo, il Padre Guardiano del convento, annuncia che c’è un gruppo di giovani che si riunisce il mercoledì sera, ci penso su un attimo, tiro il fiato e sono già in sagrestia a dire:”Che devo fare per venire al gruppo dei giovani?”. La risposta è semplice, immediata e pienamente francescana: “Niente, vieni mercoledì sera insieme a noi”, mi giro e ritrovo ancora il sorriso della Giovanna,l’anima del gruppo, felice che il Signore abbia portato un altro fratello. Accolto così, senza preconcetti, senza selezioni con una piena e fiduciosa apertura al fratello ,che è così
estranea alla chiusura difensiva del mondo di oggi che un po’ spaventa. Cosa sia la Gioventù Francescana (GiFra) è difficile da spiegare a chi non la vive, è prima di ogni altra cosa una fraternità. Chiunque tu sia, quale che sia il tuo vissuto sei accolto, non come un ospite ma come chi torna a casa, dal primo momento, se tu lo permetti è ovvio, divieni parte di quella straordinaria comunione di spirito e di intenti che è la grande Famiglia Francescana. Tutti
sono egualmente importanti ed ognuno è chiamato secondo le sue capacità e inclinazioni a dare il suo contributo, spesso è la fraternità stessa a tirare fuori da te risorse che nemmeno sospettavi di avere. Penso a Pietro, mai avrebbe pensato di leggere dall’ambone davanti all’assemblea riunita per la messa, invece ora legge le letture, guida la recita del rosario e, perché no, con le sue robuste spalle mi aiuta a spostare tavoli e sedie per allestire la
Sala del Duca. La Sala del Duca è la sede delle nostre riunioni e, come tutto del resto, l’abbiamo dovuta conquistare con un po’ di fatica, ma che soddisfazione alla fine. Era una sorta di magazzino pieno di vecchi libri ma con un pizzico di inventiva, olio di gomito, tanto detersivo e due latte di pittura è divenuta il nostro luogo di ritrovo, anche questo è GiFra la
condivisione non solo di esperienze, momenti di preghiera e di formazione ma anche di lavoro e di vita vera. Una pizza in compagnia, andare a molestare le oche del convento è GiFra, telefonarsi tra confratelli per dirsi “Come va?”, pensare a come trovare nuovi fratelli è GiFra, pregare insieme, fare un momento di silenzio, dire il Padre Nostro stringendo la mano di una persona che ieri non conoscevi e che oggi è tuo fratello è GiFra. Io ho cercato di trasmettere quella che è la mia esperienza ma, purtroppo, le parole non possono esprimere la gioia e la profonda serenità che si prova a donare parte di sé ai fratelli, a ricercare la semplificazione della vita e a accogliere lo spirito Francescano. L’unico modo per sperimentare veramente ciò che significa GiFra è provare, conoscerci, condividere con noi anche un piccolo momento e sentirsi accolti come in un grande e caldo abbraccio. Spero che queste mie poche righe siano per te lo sprone che ti fa rompere gli indugi come è stato per me il fermo e dolce sorriso di Giovanna che mi diceva “Tu leggi il Salmo!”.
Di ritorno dalla Fonte del Francescanesimo
Da 2 al 4 marzo la GiFra S.Chiara di Piacenza ha partecipato alla Fraternità Nazionale in formazione ad Assisi con al centro la figura di S. Chiara. Un grazie di cuore al Consiglio Nazionale e a quello Regionale per il grande arricchimento che abbiamo tutti avuto e per il ciclopico lavoro di organizzazione.
Ricaricati dall'energia che permea ogni pietra dei luoghi di Francesco e Chiara ritorniamo alla nostra vita con il desiderio di ritornarci con la certezza nulla portà mai cancellare dalle nostre menti la richiesta d'amore che Cristo ci fa dal Crocefisso di S.Damiano. A presto Assisi! A presto!
Assemblea Regionale GiFra 2011
Ecco buona parte dei "Gifrini" dell'Emilia Romagna......a Piacenza il 19 giugno 2011
GiFra.......
Mettici l’età giovanile, una chiamata dello Spirito Santo e la voglia di vivere un’esperienza cristiana sul modello di Francesco d’Assisi ed hai la giusta identità del giovane francescano. Questa è la Gifra. Una fraternità di giovani che vogliono vivere la loro giovinezza sulle orme del poverello di Assisi, avendo il Vangelo come guida, l’Eucarestia come centro, la Chiesa come madre, i poveri e gli ultimi come fratelli.
Il percorso della Gifra è fondato sulla formazione dei giovani, attraverso itinerari educativi, sull’annuncio della bellezza di ciò che questo “luminoso ideale di vita” (dalle parole utilizzate da Giovanni Paolo II all'udienza per i 50 anni della Gi.Fra.) rappresenta per la società, sulla
preghiera, sull’ascolto, sull’incontro.
Sempre armati di buona volontà e del carattere distintivo della giovialità, dopo alcuni anni di cammino e di formazione, i giovani emettono la promessa di impegnarsi ad uniformare la propria giovinezza al modello tracciato dallo Statuto della Gifra, “Il nostro volto” (lotrovi nella sezione iniziative), che raccoglie la forma di vita e le norme organizzative con cui la fraternità, a livello nazionale, regionale e locale, svolge le sue attività e realizza la sua testimonianza nella Chiesa e nella società.
Quella della Gifra è un’esperienza che coinvolge i ragazzi da 14 a 30 anni, con percorsi differenziati per adolescenti, giovani e giovani adulti, in un rapporto speciale con la famiglia dell’Ordine Francescano Secolare, nell’ambito nella quale i gifrini maturano la loro vocazione e di cui sono parte integrante, e con i più piccoli che prendono il nome di Araldini. Ad accompagnare i ragazzi nel loro cammino di fede abbiamo i frati francescani delle varie obbedienze.